Saturday 21 February 2026 - 22:33
Mai come oggi il mondo necessita di un dialogo sincero e costruttivo tra religioni e culture

L’Ayatollah Noori Hamedani, nell’incontro con l’ambasciatore dell’Iran presso il Vaticano, ha sottolineato la necessità di rinsaldare le relazioni tra i seguaci delle religioni e di valorizzare le capacità comuni per promuovere la spiritualità nelle comunità religiose, in particolare tra le giovani generazioni, affermando che oggi più che mai il mondo ha bisogno di un dialogo sincero tra religioni e culture.

Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Mohammad Hossein Mokhtari, ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso il Vaticano, ha incontrato l’Ayatollah Noori Hamedani, affrontando nel colloquio alcuni temi legati al dialogo tra le religioni.

Nel corso dell’incontro, l’Ayatollah Noori Hamedani ha sottolineato che rafforzare le relazioni tra i seguaci delle religioni e valorizzare le capacità comuni per promuovere la spiritualità nelle comunità religiose, soprattutto tra i giovani, è molto efficace e prezioso. Ha quindi affermato che il mondo oggi ha più che mai bisogno di un dialogo sincero tra religioni e culture.

Riferendosi all’oltraggio rivolto all’Ayatollah Khamenei da parte di uno dei rappresentanti del Parlamento europeo, l’Ayatollah Noori Hamedani ha affermato: «Oltraggiare il leader religioso di milioni di persone non è soltanto un attacco a un individuo o a un’istituzione religiosa; in realtà è una forma di rottura etica nello spazio pubblico della società. In un simile contesto, il linguaggio, invece di essere strumento di dialogo e comprensione, si trasforma in un’arma di distruzione. Le parole, che dovrebbero essere un ponte tra i cuori, diventano muri».

Questa eminente autorità religiosa ha aggiunto: «Ne consegue che la società, invece di una pluralità solidale, scivola verso una pluralità conflittuale. È in questo contesto che l’offesa, da comportamento individuale, si trasforma in una crisi sociale e persino civile. Per questo motivo, difendere il rispetto dei leader religiosi non significa sostenere una particolare credenza, ma tutelare il principio della convivenza pacifica».

L’Ayatollah Noori Hamedani ha proseguito ricordando che custodire il rispetto dei valori non è segno di debolezza, ma indice di maturità culturale ed etica di una nazione, e che una società che impronta il proprio linguaggio al rispetto conserverà, anche nelle divergenze, la luce dell’umanità: un capitale che nessun potere politico o economico può sostituire.

Nel prosieguo dell’incontro, l’Hojjatoleslam Mokhtari ha presentato un rapporto sulle attività dell’ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran presso il Vaticano.

Affermando che si sono svolti diversi incontri con la partecipazione di studiosi religiosi dell’Iran e del Vaticano sulle capacità comuni tra l’Islam e il Cristianesimo, l’Ambasciatore ha chiesto un maggiore impegno dei seminari e delle università nello sviluppo delle relazioni interreligiose.

L’Hojjatoleslam Mokhtari ha inoltre fatto riferimento al viaggio di tre parlamentari cristiani iraniani in Vaticano e ha dichiarato: «In occasione dei giorni benedetti della Decade dell’Alba (Dahe-ye Fajr), tre rappresentanti delle minoranze religiose dell’Assemblea consultiva islamica hanno partecipato alla cerimonia celebrativa della vittoria della Rivoluzione Islamica, tenutasi con la presenza degli ambasciatori dei vari Paesi accreditati presso il Vaticano».

L’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran presso il Vaticano ha aggiunto che i tre parlamentari cristiani, incontrando le autorità vaticane e partecipando a una conferenza stampa con importanti agenzie italiane e vaticane, hanno illustrato le realtà concrete del Paese, respingendo le notizie e i rapporti falsi diffusi dagli oppositori dello Stato e sottolineando l’esistenza di diverse libertà, tra cui la libertà religiosa.

In conclusione, riguardo al grave oltraggio della rappresentante italiana al Parlamento europeo nei confronti della figura del Leader della Rivoluzione Islamica, Mokhtari ha dichiarato: «Se i politici si considerano davvero rappresentanti della civiltà, il primo segno della loro civiltà dovrebbe essere la cortesia. Il rispetto dei leader religiosi altrui non è un favore, ma un dovere etico e una condizione della convivenza globale».

A cura di Mostafa Milani Amin

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